Corso di pilotaggio radiocomandato

1. simulazione di volo con radiocomando collegato al pc.
Gli allievi acquisiscono le tecniche basilari di radiocomando, prendendo dimestichezza con l'inerzia dell'aeromodello e la necessaria sensibilità sui comandi remoti. Un massimo di tre ore al simulatore bastano agli allievi per prendere il "decollo". Sono così in grado di pilotare autonomamente un aeromodello sul simulatore, compiendo le manovre fondamentali di decollo, salita, percorso ad otto controvento, circuito di atterraggio e atterraggio. L'attività é svolta singolarmente con un docente che guida l'aspirante pilota in tutte le fasi di addestramento.

2. addestramento al volo in doppio comando:
una volta ottenuto il decollo al simulatore, l'allievo passa sul campo di volo con un vero aeromodello (lo stesso delle prove simulate ) e con una radio in "doppio comando", mette in pratica quanto imparato al simulatore ed in modo sicuro impara finalmente a pilotare l'aeromodello.
Il livello di abilità viene gradualmente innalzato a seconda del tempo disponibile. Nel primo anno di corso si impara a pilotare modelli "due assi" mentre nel secondo anno si passa su modelli "tre assi" con capacità acrobatiche più o meno spinte.

Da segnalare l'uso del simulatore Realflight 3.5 sul quale sono stati riprodotti i due campi di volo che vengono normalmente utilizzati: terreni dell'Istituto Agrario "Garibaldi", nel contesto del progetto sportivo "vola nel verde". Sul simulatore sono stati riprodotti fedelmente i modelli scuola che usiamo, ovvero il motoaliante elettrico "Spectra" e la semiriproduzione del "Piper Cub", in uso per il primo e secondo livello di pilotaggio.
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